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Mammiferi


La presenza dei mammiferi più piccoli (detti micromammiferi, come ad esempio topi, arvicole, talpe ecc), viene accertata grazie all’analisi delle borre di rapaci notturni. Le borre non sono altro che il rigurgito del materiale non digerito da questi uccelli. Oltre ad assumere una forma caratteristica per ogni specie (rivelatrice della presenza della determinata specie di rapace notturno), è importante perché contiene le ossa dei micromammiferi di cui si è cibata. Analizzando queste piccole ossa si può risalire determinare la specie cacciata dal rapace. Dall’analisi di 98 borre (82 di civetta, 13 di allocco e 3 di barbagianni) è stata rilevata la presenza di 89 individui di micromammiferi così ripartiti:

L'immagine raffigura una talpatalpa europea (Talpa europaea) (1),

toporagno comune (Sorex araneus) (2), crocidura minore (Crocidura suaveolens) (4), crocidura ventre bianco (Crocidura leucodon) (4), arvicola campestre (Microtus arvalis) (2), arvicola del Savi (Microtus savii) (12), ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus) (2), ratto nero (Rattus rattus) (3), topolino selvatico (Apodemus sylvaticus) (35), topolino delle risaie (Micromys minutus) (5), topolino delle case (Mus musculus) (12), moscardino (Muscardinus avellanarius) (1).

Il riccio (Erinaceus europaeus)L'immagine raffigura un riccio è l’unica specie di micromammifero non trovata nelle borre, la cui presenza è stata rilevata mediante il rinvenimento di esemplari investiti lungo le strade. Nel complesso le specie di micrommamiferi trovate sono rappresentative degli ambienti agricoli padani. Tra le tredici specie di micromammiferi trovate, il moscardino e il topolino delle risaie necessitano di alcune considerazioni.

Il moscardino (Muscardinus avellanarius) L'immagine raffigura un moscardinoè un piccolo Gliride (la famiglia dei ghiri) divenuto sempre più raro nella Pianura Padana e limitato, in questo settore geografico, alle siepi più ricche e strutturate e ai boschetti. Infatti è stato rinvenuto all’interno di borre provenienti dall’area che maggiormente conserva tale habitat, il boscone di Ornago. Il topolino delle risaie, al contrario, è limitato alle fasce di alte erbe ed è stato rilevato oltre che dall’esame di resti cranici trovati nelle borre anche attraverso il rinvenimento di alcuni caratteristici nidi nel settore nord del parco. La sua presenza in pianura padana è abbastanza scarsa, tanto da essere proposta come specie di Roditore da proteggere sul territorio italiano. La presenza di popolazioni relativamente abbondanti di Insettivori (quei mammiferi che si cibano di insetti come ricci, talpe, crocidare e toporagni) è un probabilmente legata alla presenza di aree incolte o marginali e in definitiva indica una ridotta antropizzazione dell’area. In altre zone agricole infatti, le popolazioni degli Insettivori sono spesso ridotte a causa del largo uso che si fa di pesticidi ed altri prodotti simili. La lepre (Lepus europaeaus), tipica presenza delle aree aperte e coltivate, è stata osservata una sola volta nel settore centrale del parco a nord della discarica di Cavenago. La presenza della lepre in questa zona è già stata segnalata da precedenti ricerche.

Il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), Coniglio selvaticospecie originaria della penisola Iberica e oggetto di molte introduzioni nel resto del continente europeo, è ben distribuito all’ interno dell’area protetta. La sua presenza, oltre che dalla facile osservazione è testimoniata anche da profonde tane, generalmente a gruppi, spesso sotto la copertura di arbusti o in scarpate alberate in prossimità delle quali si trovano notevoli quantità di piccoli escrementi sferici. L’esistenza della volpe (Vulpes vulpes) è stata rilevata solamente attraverso il rinvenimento delle “fatte”. La donnola (Mustela nivalis) è stata osservata nella parte nord del parco.