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Funghi interessanti nel Parco del Rio Vallone


Cortinarius atrocoeruleus - foto di Giuseppe CostanzoLa natura intorno a noi, planiziali e urbanizzati, viene guardata con un po’ di sufficienza: cosa vuoi che ci sia di così raro a 20 km da Milano!

Manco a farlo apposta invece, si trovano ancora specie e ambienti in grado di attirare l’attenzione del mondo scientifico.

E’ successo alle Foppe di Cavenago, dove un appassionato micologo, Giuseppe Costanzo ha ritrovato alcune interessanti specie di funghi. E’ un frequentatore delle nostre zone, pur abitando in provincia di Bergamo, in quanto partecipa alle attività dell’ Associazione Micologica Bresadola, Gruppo Ercole Cantù, di Agrate Brianza.
 
Ne è derivato un articolo scientifico, la prima parte del quale, dedicata alle specie ritrovate alle Foppe appartenenti alla famiglia delle Cortinariaceae, è stata pubblicata sulla “Rivista di Micologia” (Bollettino dell’Associazione Micologica Bresadola) n.1 del 2012. Sulla stessa rivista (n.3 del 2013) è stata pubblicata la seconda parte, dove sono state descritte altre cinque specie interessanti, appartenenti ai generi Clitocybe, Tubaria, Lactarius e Lepiota.
 
Per usare le parole dell’autore nell’articolo “….l’area boschiva è interessante sotto il profilo della biodiversità vegetale costituta da latifoglie, cespugli e canneti. Suscita meraviglia la numerosa presenza di specie fungine, nonostante l’area sia sottoposta a massiccia antropizzazione…”
 
Ecco la lista completa dei funghi determinati e descritti:
 
PRIMA PARTE
 
Cortinarius atrocoeruleusL'autore durante un'uscita divulgativa organizzata nello scorso autunno con il Gruppo Micologico Bresadola gruppo di Agrate Brianza
 
Cortinarius olivaceofuscus
 
Cortinarius privignoides
 
Cortinarius saniosus
 
Inocybe cincinnata
 
Inocybe mixtilis
 
Inocybe terrifera
 
 
SECONDA PARTE
 
Clitocybe truncicola
 
Tubaria dispersa
 
Lactarius subumbonatus
 
Lepiota tomentella
 
Lepiota pseudoasperula
 
 
Se già interessante o raro dovrebbe bastare per dire che bisogna evitare di raccoglierli, ricordiamo tra l'altro che la stragrande maggioranza delle Cortinariaceae sono non commestibili o velenose.
 
Dal 2013 il Parco ha la possibilità di gestire direttamente alcuni interventi sull’Oasi delle Foppe, di proprietà del Comune di Cavenago di Brianza; sicuramente prestando la necessaria ed esperta attenzione per tutelarne ed incrementarne il pregio naturalistico, oltre che per favorirne una fruizione compatibile.  

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